
Attualmente il COT conta oltre 200 soci sebbene alle attività partecipino anche numerosi appassionati e simpatizzanti. L'adesione all'associazione richiede che l'aspirante socio sia presentato da due vecchi soci e deve essere approvata nel corso dell'assemblea annuale dell'associazione.

Risultati dei censimenti agli uccelli acquatici 2026
Conclusa l'attività di campo, con oltre 200 siti visitati in 15 giorni da circa 180 rilevatori, tra censitori abilitati e collaboratori, è arrivato il momento di sistemare i dati. Il bilancio preliminare che possiamo fare al momento parla di oltre 115.000 uccelli censiti: un valore leggermente inferiore rispetto agli anni migliori ma comunque buono, che però nasconde alcuni cambiamenti rispetto al recente passato. Cambiamenti non casuali ma che, a vedere i dati degli ultimi anni, sembrano il frutto di un andamento definito e non un'anomalia.
Le grandi zone umide della Maremma continuano ad accogliere il numero maggiore di uccelli, circa 40.000, ma con una diminuzione rispetto agli anni passati, legata a cambiamenti nella vegetazione. In quest'area risultano in calo le anatre e le folaghe, numerose al Lago di Burano ma oggi molto meno abbondanti rispetto agli anni passati nella Laguna di Orbetello e nella Diaccia Botrona. In queste due zone si mantiene su alti numeri il fenicottero, divenuto ormai una delle specie più numerose in Toscana negli ultimi anni con una media di 5.000 individui svernanti, valore riscontrato anche quest'anno dopo il boom del 2025. In aumento anche i limicoli, gli uccelli che si alimentano nei banchi di fango e negli specchi d'acqua poco profondi: nella palude di Castiglione della Pescaia sono state censite circa 1.500 avocette, un numero mai registrato prima.
Si riduce il contingente di oche selvatiche svernanti: negli anni passati la loro presenza raggiungeva numeri tali da superare il criterio di importanza internazionale per questa specie al comprensorio formato da Diaccia Botrona, ex-Padule Aperto, Risaie di Principina e Parco della Maremma e che oggi resiste su un buon livello solo in quest'ultima area.
Cresce invece l'importanza del comprensorio costituito dal Padule di Fucecchio, il Lago di Sibolla e l'alveo del lago di Bientina dove nel complesso hanno sostato oltre 35.000 uccelli. Particolarmente importante la concentrazione di alzavole: circa 18.000 individui, presenti in tutti e tre i siti, ma particolarmente numerose a Bientina, sito che, nel complesso, è risultato quello più popolato quest'anno in Toscana con un totale di 19.000 uccelli acquatici.
Anche quest'anno la Piana Fiorentina ha confermato il suo ruolo di rilievo, pur in un contesto di forte antropizzazione: stagni e canali disseminati sul territorio hanno ospitato circa 6.000 uccelli acquatici, tra cui un migliaio di alzavole e oltre 400 fenicotteri.
Presenze non molto numerose, invece, a San Rossore, dove le zone umide costiere - le Lame - risentono da anni dell'erosione e dell'ingresso di acqua marina. Le ampie foreste che le circondano hanno comunque offerto rifugio a uno dei due esemplari di aquila anatraia maggiore rilevati durante i censimenti in Toscana. Questo grande e raro rapace proveniente dall'Europa centro-orientale è stato osservato anche al Lago di Montepulciano. Qui abbiamo trovato anche l' unico gruppo di morette tabaccate di una certa consistenza a livello regionale (35) e un bel gruppo di un migliaio di mestoloni.
Da qualche anno sono ormai uno spettacolo consolidato le circa 1.000 gru che svernano nella Piana di Grosseto, spesso osservabili mentre si alimentano nei campi, e che trovano nel Parco della Maremma e nella Diaccia Botrona luoghi di riposo idonei.
Superano i 5.000 gli ibis sacri presenti in Toscana, concentrati soprattutto nel medio e basso Valdarno: un dato allarmante, dal momento che questa specie africana, introdotta dall'uomo, è considerata invasiva e potenzialmente pericolosa per gli ecosistemi locali. Tutta l'asta dell'Arno e la Valdichiana sono frequentati da circa 2.500 marangoni minori: questo piccolo cormorano originario della penisola balcanica è giunto in Toscana da pochi anni in un processo di espansione graduale.
Un quadro, quindi, composto da note positive e da un po' di ombre che, soprattutto in alcuni casi, ormai da molti anni si allungano su alcune zone umide toscane. Le evidenze ci sono, è tempo di agire!
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Atlante degli uccelli nidificanti e svernanti in Toscana 2. Distribuzione, abbondanza e stato di conservazione
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Risoluzione dell'impatto dei grandi eventi sul fratino
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